Cabernet franc

È un vitigno internazionale di origine francese, più precisamente della zona della Gironda che ha conosciuto, negli ultimi anni, una continua diffusione in territorio maremmano, passando dai circa 120 ettari del 2006 agli attuali 230, dislocati soprattutto nei comuni di Massa Marittima, Magliano, Roccastrada e Capalbio. Quasi il 95% della superficie vitata a Cabernet franc presente in provincia di Grosseto è stata impiantata dopo il 2000, mentre il 48,5% è stato impiantato tra il 2001 e il 2005.

È conosciuto anche con i sinonimi Acheria, Barò, Cabernet bresciano, Cabernet francese, Cabernet frank.

È piuttosto incerta la storia della diffusione del vitigno in terra francese, anche se è noto che, nel 1631, il cardinale Richelieu, dimorando nella regione di Bordeaux fu favorevolmente impressionato dai vini prodotti col Cabernet franc, tanto che decise di coltivarlo nelle vigne intorno all’abbazia di Saint-Nicolas-de-Bourgueil, affidandone oltre mille piante all’abate Breton in modo che le impiantasse nei vigneti di Chinon, Bourgueil e Saumur. La sua introduzione nel nostro Paese è databile ai primi dell’800, quando il Conte Manfredo di Sambury ne iniziò la coltivazione nell’alessandrino, insieme al Cabernet Sauvignon. In Italia è stato lungamente confuso (impropriamente) con il vitigno Carmenére.

È un vitigno con epoca di maturazione media e una notevole vigoria tanto che esige potatura lunga e ricca e si adatta ottimamente a forme espanse di allevamento. Preferisce i terreni collinari, ciottolosi, argillosi e profondi, e un clima abbastanza fresco durante tutto l’anno. 

I vini sono di colore rosso brillante, che con l’invecchiamento tende al granato o al rubino, corposi e abbastanza alcolici, mentre il profumo è delicato, con note di lampone e violetta e al gusto risultano piuttosto morbidi e freschi. Una delle caratteristiche più conosciute di questo vitigno è quella di dare vini dallo spiccato profumo e sapore erbaceo che richiama il peperone (dovuto alle pirazine).

I vini Cabernet franc si abbinano ai primi piatti saporiti della tradizione toscana (pici, pappardelle o tortelli maremmani), arrosti di vitello e grigliate miste (vini più giovani). Le versioni più mature sono ottime con carni rosse come la tipica bistecca alla fiorentina, selvaggina, cacciagione allo spiedo e formaggi stagionati.

Il vitigno Cabernet franc e Maremma Toscana DOC:

Maremma Toscana DOC «Rosso» e «Rosso Riserva» (presenza nel limite minimo del 60% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrah e Ciliegiolo)

Maremma Toscana DOC «Rosato» (presenza nel limite minimo del 60% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrah e Ciliegiolo)

Maremma Toscana DOC «Rosato Spumante» o «Rosè Spumante» (presenza nel limite minimo del 60% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrah e Ciliegiolo)

Maremma Toscana DOC «Novello» (presenza nel limite minimo del 60% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrah e Ciliegiolo)

Maremma Toscana DOC «Passito Rosso» (presenza nel limite minimo del 60% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrah e Ciliegiolo)

Maremma Toscana DOC «Rosso Governo all’uso toscano» (presenza nel limite minimo del 60% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrah e Ciliegiolo)

Maremma Toscana DOC «Cabernet franc» (presenza per almeno l’85%)

Maremma Toscana DOC «Cabernet» (presenza per almeno l’85% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon e Carmenère)

Maremma Toscana DOC «Cabernet Passito» (presenza per almeno l’85% da solo o congiuntamente a Cabernet Sauvignon e Carmenère)

Maremma Toscana DOC Bivarietale: Cabernet franc associato ad altro vitigno a bacca nera (presenza tra il 15% e l’85%)

Torna su